CHIAVARINA

SEDIA DI CHIAVARI –  “CHIAVARINA” 

DESIGN BY GIUSEPPE GAETANO DESCALZI (1776-1855)

PRODUCT BY LEVAGGI SEDIE

YEAR 1807

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Questo capolavoro dell’artigianato tradizionale ligure, uno tra i prodotti d’arredo storicamente più copiati e rieditati, racchiude in sé una storia piuttosto originale. Tutto ha inizio nella città di Chiavari nel lontano 1807, quando il marchese Stefano Rivarola, di ritorno da un viaggio a Parigi, si presentò alla bottega dell’ebanista Giuseppe Gaetano Descalzi, detto “campanino”. Il marchese, portando con sé dalla Francia una sedia di “stile impero” dall’inedita seduta in vimini e lo schienale a giorno, sfidò l’artigiano ligure a rielaborare questo lussureggiante arredo.

Nacque così la sedia di Chiavari nota all’epoca come “campanina”, dal soprannome del suo creatore, arredo di quasi 700 grammi di peso in grado di sorreggere circa 150 kili di carico, una vera e propria eccezionalità rispetto alle massive sedie dell’epoca. Descalzi, lavorando con legni locali come ciliegio, acero e faggio tramite processi di tornitura ed incastro, reinterpretò gli stilemi del decorativismo neoclassico in maniera più austera. Interessante anche il lavoro svolto sulla seduta, ottenuta intrecciando listarelle di salice da 1mm direttamente alla struttura del sedile, evocando cosi un carattere profondamente rurale. Risulta allora che il processo di lavorazione per decorare gambe e schienale porta a snellire tutta la struttura della sedia, identificando una nuova estetica, meno pretenziosa di quella in voga all’epoca e più adatta per i nuovi ambienti della borghesia.

Il successo fu immediato, nel 1841 il re d’Italia Carlo Alberto proclamò la bottega di Descalzi: “regia manifattura”. In breve tempo, la “campanina” diventò oggetto di culto anche per l’aristocrazia europea, addirittura personaggi come Canova e Napoleone III espressero ammirazione per la produzione di Descalzi.

Succede quindi che nel territorio ligure fiorirono altre numerose botteghe dedite alla produzione di omologhe sedute, la loro esportazione in tutte le corti europee fece si che tale prodotto divenne noto con il nome dal forte connotato territoriale di “chiavarina”.

A fine secolo, tuttavia, la sedia di Chiavari venne messa in ombra dall’avvento sul mercato delle sedie viennesi Thonet, antesignane di un futuro industriale del design. Accadde tuttavia che dal 1952 il genio creativo di Gio Ponti iniziò a rielaborare la “chiavarina” per progettare una  nuova seduta: utilizzando lo stesso approccio creativo di Descalzi, diede forma ad una delle più note icone del design italiano, la “superleggera”.

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This handcrafted masterpiece, traditional of the Italian region Liguria, is one of the furniture pieces that has been mostly imitated and re-adapted and carries within itself an incredible story. Everything began in Chiavari in 1807, when the marquess Stefano Rivola, on his way back from a trip to Paris, entered the studio of a carpenter that worked with ebony – Giuseppe Gaetano Descalzi, also known as “Campanino”. The marquess was carrying with him a “French Empire style” chair, with a seat made of wicker and a naked structure, dared the carpenter to rework that luxury piece of furniture.

This is how the “Chiavari chair” was born, known at that time as “Campanina”, from the creator’s name. 700 grams was its total weight and it was able to sustain 150 kg – something of an exceptional nature seen the massive chairs of those days. Descalzi, by working with local woods such as cherry, maple and beech and by using turning and dovetails techniques, reinterpreted the neoclassical style in a more austere way.
What was most interesting about this piece was its seat – it was obtained by intertwining willow tree stripes 1 mm wide directly onto the structure which gave the chair a very rural feel to it. The way the legs and the back were manufactured slimmed down the whole structure, creating a new aesthetic which was less pretentious than the one popular at the time and more appropriate to the new bourgeois spaces.

The instant success resulted in King of Italy Carlo Alberto to name Descalzi’s studio “regia manifattura” [“royal factory”]. Briefly, the “Campanina” became a cult object for the European aristocracy and even personalities like Canova and Napoleon III expressed their admiration for Descalzi’s production.

Successively, many other studios dedicated to the production of analogous chairs started to prosper in the Italian region. The piece was exported to numerous royal courts around Europe and it started being known with a name with a strong regional signify – “chiavarina”.

However, at the end of the century, the Chiavari chair was overshadowed by the onset on the market of the Viennese chair Thonet, the precursor of industrial design and its great future. Yet, in 1952 the creative genius of Gio Ponti started to re-elaborate the “chiavarina” in order to design a new type of chair – using the same creative approach of Descalzi, he gave life to one of the most iconic pieces of Italian design, the “superleggera”.