BOALUM

DESIGN BY LIVIO CASTIGLIONI ( 1911-1979 ) E  G. FRATTINI (1926-2004 )

PRODUCT BY ARTEMIDE

YEAR 1970

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Da un nome così spiccatamente animalier ci si aspetterebbe un oggetto zoomorfo o d’ispirazione primitivista, ma dietro a quest’appellativo troviamo uno dei più interessanti capolavori del design italiano degli anni Settanta. Unica nel suo genere, Boalum inaugura per Artemide una fase di ricerca sperimentale attorno al tema della luce, ancora oggi elemento distintivo dell’azienda milanese. “Animale” piuttosto raro da trovare nelle case, fatta eccezione per qualche cultore o collezionista, Boalum nasce per strisciare tra gli spazi domestici per poi trovare il libero assetto a lei più adatto. Non definibile esclusivamente come lampada da terra, da tavolo o da parete, essa è una macchina scenica d’ambiente piuttosto che vero e proprio corpo illuminante.

Con una struttura in pvc completamente snodabile dal diametro di sei centimetri, per uno sviluppo di quasi due metri, è un concentrato di tecnologia illuminotecnica. La luce diffusa in maniera omogenea da tutto il suo corpo è garantita da piccole lampadine a siluro collegate in serie l’una all’altra e distanziate da sfere isolanti. Lo spirito irriverente di Livio Castiglioni ( probabilmente il meno noto dei tre fratelli assoluti maestri del design) e i virtuosismi compositivi di Frattini ( altro grande interprete del design italiano ) hanno fatto del Boalum un oggetto che può essere arrotolato annodato e anche allungato. Smontando i terminali in resina, infatti, appaiono dei connettori ed è cosi possibile collegare fino a quattro Boalum assieme, per un effetto luminoso quanto mai sorprendente. Lasciata libera di rintanarsi con distrazione in qualche angolo della stanza, Boalum è un oggetto precursore di quelli che saranno gli atteggiamenti degli anni Settanta. Assolutamente anticonformista, essa incarna quella libertà espressiva antiborghese dove gli oggetti d’arredo divengono presenze.

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From a name as such, that somehow recalls the animal world, most of us would expect an object almost zoomorphic-like or of primitivism inspiration. Instead, we find ourselves in front of one of the most interesting masterpieces of Italian design from the 70s. One of its kind, Boalum launches Artemide’s experimental research on light, that is still to these days the distinctive feature of this Milanese industry. 

It is quite rare to find this “animal” inside people’s houses, with the exception of collectors or design enthusiasts; Boalum comes into the world to crawl into the domestic spaces and eventually finds the “habitat” and arrangement that suit it best.  It would be unfair to describe it as a floor, table or wall lamp – it is a actual illuminating machinery.  Its adjustable body is made in PVC and has a diameter of six centimetres and it can extend up to two meters. The light is diffused in a consistent way throughout the body thanks to a series of small light bulb separated by insulating balls.

The spirit of Livio Castiglioni (probably the least famous of the three brothers masters of design) and Frattini’s compositional ability (another big name in Italian design) were able to create an object that could be rolled up, tied up and stretched out. By removing the resin terminals of the object, the connectors are made visible and it is then possible to attach a maximum of four Boalum together, that creates a surprisingly incredible luminous effect.  Free to mindlessly find shelter in any corner of the house, Boalum is the precursor of those design objects that will characterise the 70s. Totally eccentric, it embodies that expressive freedom typical of the anti-middle-class ideologies where the furniture piece becomes a living presence.