BERTOIA DIAMOND CHAIR

DESIGN BY HARRY BERTOIA  (1915-1978)

PRODUCT BY  KNOLL

YEAR 1952

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Il sogno americano del giovane Arieto Bertoia inizia nel 1930 all’ufficio immigrazione quando, in cerca di un futuro migliore, dalla campagna veneta a Detroit, il suo nome diventa Harry. Incomincia così la storia di uno dei più prestigiosi scultori americani della sua generazione. Bertoia è noto, ai più, come il padre di uno dei capolavori del design del dopoguerra, la Diamond Chair, ancora oggi oggetto di culto.

La vita professionale di Bertoia è fitta di collaborazioni con i grandi nomi del design e dell’architettura americana degli anni del boom, basta ricordare la collaborazione con l’amico Eero Saarinen per la cappella dell’ MIT.

Sono gli stessi coniugi Knoll (proprietari dell’omonima azienda ) che nel 1950 gli danno carta bianca per iniziare a produrre per loro una nuova serie di oggetti.

E’ cosi che Bertoia, dopo aver collaborato con Charles e Ray Eames, lavorando su legni curvati e nuove plastiche, si trasferisce in Pensylvania per dedicarsi ad un progetto tutto suo, riprendendo le sperimentazioni del college con il ferro.

Già 1952 viene messa in produzione la Diamond Chair, esempio di come si può dare grazia ad una serie di processi industriali, sublimando l’uso del tondino metallico ed  elevando il processo meccanico della saldatura a dettaglio compositivo.

Sinuosa e scultorea, l’eterea seduta cromata, con la sua maglia metallica romboidale appare prismatica e preziosa proprio come il suo nome lascia intendere. Da sempre, le grandi istituzioni americane sanno apprezzare le sculture di Bertoia, arricchendo i loro ingressi e i loro uffici con imponenti opere site-specific.  Cosi come accade per le grandi sculture metalliche, da anni, presso il giardino del MoMa, possiamo godere dello spazio esterno comodamente seduti  sulle sue Side Chair (variazione sul tema della Diamond Chair ), superando cosi il confine tra opera d’arte e design.

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Arieto Bertoia’s American Dream begins in 1930 when he arrives at immigration in search of a better future – from northern Italy to Detroit, and his name becomes Harry.  This is how the story of one of the most prestigious American sculptor of his generation starts. Bertoia is predominantly known for his postwar period design masterpiece, the Diamond Chair  considered a cult object to this day. Bertoia’s professional life is packed with collaborations with big names from American design and architecture’s world from the boom years – just remember the one with his friend Eero Saarinen for the MIT chapel.

In 1950, the Knoll spouses (whose company was named after them) give him carte blanche to produce a new series of design objects. This is when Bertoia, after collaborating with Charles and Ray Eames, moves to Pennsylvania – working with curved wood, new types of plastics and resuming his college trials with iron, he delicates solely to his very own project.

Already in 1952, the Diamond Chair starts being manufactured – the example of how a series of industrial processes could be turned into something graceful, sublimating the metallic rebar and elevating the mechanical process of welding to compositional detail.

Sinuous and sculptural, heavenly chrome-plated seat, with its rhomboidal metallic thread, the Diamond Chair looks prismatic and precious as the name suggests.

American institutions have always been able to appreciate the greatness of Bertoia’s sculptures, using his majestic site-specific pieces to enrich their thresholds and offices. Together with his impressive metallic sculptures, the MoMA also holds in its garden the variation of the Diamond Chair, the Side Chair, where you can comfortably sit while overcoming the boundary between art and design.