AMARENA FABBRI

VASO FABBRI  (1915)

DESIGN BY  RICCARDO GATTI ( 1886-1972 )

ORIGINAL PRODUCER CERAMICA GATTI.

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Percorrendo la Via Emilia, all’altezza di Borgo Panigale, potreste scorgere al di sopra di una guardiola, un enorme vaso di ceramica, le cui forme e i cui colori potrebbero rimandare alla vostra memoria dolci sapori. L’insolito mega-oggetto, in realtà è il vessillo della Fabbri, la storica multinazionale di semilavorati dolciari.

E non è un caso che l’azienda abbia voluto arricchire l’ingresso dei propri stabilimenti utilizzando quest’oggetto fuori scala. Ancora oggi, infatti, gran parte del successo dell’azienda, si deve all’iconico vaso di ceramica, non solo contenitore delle buonissime amarene ma soprattutto veicolo di quell’immaginario collettivo dal sapore felliniano tipico delle pellicole neorealiste.

Dalla ricetta segreta della sig.ra Fabbri per la “marena con frutto” nasce uno dei primi prodotti di successo dell’azienda. E se inizialmente lo sciroppo viene commercializzato in damigiane, Gennaro Fabbri (patron dell’omonima azienda fondata nel 1905 ) ha la brillante intuizione che il successo del proprio prodotto sarebbe passato attraverso l’immagine della confezione.

Accade così che nel 1915 Fabbri commissionò al famoso ceramista faentino Riccardo Gatti la creazione di un prodotto unico: lontanamente ispirato al “pyxis” greco (il classico vaso che usano i farmacisti per conservare i medicamenti), il vaso di Gatti è riconoscibile per i suoi decori floreali blu su sfondo bianco, una composizione che in parte rievoca le cineserie tanto in voga all’epoca. Il successo è immediato e il vaso Fabbri invade i più blasonati bar del paese, capeggiando tra gli scaffali dei prodotti di consumo con il suo aspetto prezioso e luccicante.

La Fabbri, come molte aziende italiane di quegli anni, non è solo interprete di quella rivoluzione industriale, dove le realizzazioni tradizionali di tipo artigianale guardavano alla produzione a grande scala, essa infatti, è anche in grado di entrare nel costume degli italiani. Basta pensare al fenomeno di “Salomone, il pirata pacioccone” intramontabile personaggio animato di Carosello che portò il vaso Fabbri nelle dispense di tutte le case italiane.

Sempre su carosello Fabbri, tra gli anni ’50 e ’60, concepisce anche un avveniristico progetto pubblicitario: con la regia di Luciano Emmer, proiettano gli episodi di “un pittore alla settimana” dove artisti del calibro di Guttuso e Capogrossi vengono ripresi all’opera nei propri atelier. Ma il legame tra la Fabbri e il mondo dell’arte non finisce qui, in occasione del centenario dell’azienda, infatti, è stato istituito il premio triennale “Fabbri per l’arte”.

Oggi l’iconico vaso di ceramica, nella grande distribuzione, è stato sostituito da un omologo in vetro, ma il sapore delle golosissime amarene è rimasto intatto, proprio come è rimasto intatto quell’immaginario di vivere i piaceri del cibo tutto italiano.

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Walking by Via Emilia, when reaching Borgo Panigale, you might notice near the watchtower an enormous ceramic vase – shape and colours of which might bring back memories of sweet flavours. The unusual over-sized object is the standard of the Fabbri factory, historical semifinished sweet confectionary products. 

It is not a coincidence that the company decided to embellish the entrances of their factories with this over-sized piece. In fact, to this day, most of Fabbri’s success is due to the iconic ceramic vase, not only known as the container of their delicious sour black cherries but also the vehicle of that collective imaginary that resembles those Fellini’s films and all of the neorealism. 

Mrs Fabbri’s secret recipe for the “marena con frutto” was only the first of many successful products of the factory. Initially, the syrup was being commercialised in jugs. Later, Gennaro Fabbri (owner of the homonymous factory born in 1905) had a brilliant intuition – his product’s success was going to be due also to the image of its packaging.

So it is – in 1915 Fabbri commissions to the famous ceramist Riccardo Gatti the creation of a unique product. Loosely inspired by the Greek “pyxis” (the classic vase that pharmacists used to preserve their drugs), the vase is easily recognisable for its blue floral decorations on a white background, a composition that partly evokes the Chinese objects that were so popular at that time.
The success was immediate and the Fabbri vase quickly invaded all the country’s bars, standing out on the shelves with its precious and shiny appeal.

As many Italian companies of the time, Fabbri was not only a symbol of the industrial revolution, where the traditional artisanal products were moving towards the big scale production but also was able of entering the Italian tradition. One example is “Salomone, il pirata pacioccone” [= “Salomone, the chubby pirate”] timeless cartoon character part of the Carosello show who brought the Fabbri vase on the shelves of every Italian family.

On top of that, as part of Carosello, Fabbri, between the 50s and 60s, realises a futuristic advertising project. Directed by Luciano Emmer, they screened an episode of “a painter per week” where artists such as Guttuso and Capogrossi were being filmed while painting in their ateliers. But the connection between Fabbri and the art world doesn’t stop here. In fact, on the occasion of the centenary anniversary of the factory, it has been established the Triennale prize “Fabbri for the arts”.

In nowadays’ big distribution the iconic ceramic vase has been replaced by an analogous one made of glass. However, the taste of the delicious cherries remained untouched, as that tradition of the pleasure of genuine Italian food.